Partire a tutta
Il primo blocco a intensità massima significa arrivare al quarto camminando. La curva giusta sale, non parte in cima.
Marco De Luca / Allenamento
Allenamento · casa
Per il fiato sì, e si vede in tre settimane. Per la forza no, e nessuno schema di venti minuti a corpo libero ve la darà. Sotto c'è la versione che uso quando la palestra è chiusa, con i salti tolti apposta.
Risposta corta: venti minuti tre volte a settimana migliorano la capacità aerobica e fanno bene all'umore di gennaio. Non sostituiscono i carichi: se l'obiettivo è la panca, questo è un complemento, non un piano.
La prima versione aveva burpee e jumping jack. Al terzo piano di un palazzo anni Sessanta, senza tappeto, alle sette del mattino, il vicino di sotto ha ragione e voi avete torto. I salti li ho sostituiti con mountain climber e affondi camminati sul posto: stessa frequenza cardiaca, zero impatto sul pavimento.
C'è anche un motivo che non riguarda i vicini. Su parquet o piastrelle, senza scarpe adatte, i salti ripetuti si scaricano su caviglie e ginocchia molto più che in palestra. Venti minuti tre volte a settimana per mesi sono tante ripetizioni.
Quattro blocchi da quattro minuti, con un minuto pieno di pausa fra un blocco e l'altro. Dentro ogni blocco: quaranta secondi di lavoro e venti di respiro, ripetuti quattro volte. Il rapporto due a uno è quello che regge davvero fino alla fine senza crollare al terzo blocco.
Il primo blocco è più lento degli altri di proposito: è riscaldamento mascherato da lavoro. Chi parte a tutta al minuto zero finisce il quarto blocco camminando.
| Blocco | Esercizio | Lavoro | Recupero |
|---|---|---|---|
| 1 | Mountain climber lenti | 40 secondi | 20 secondi |
| 2 | Affondi camminati sul posto | 40 secondi | 20 secondi |
| 3 | Piegamenti, anche sulle ginocchia | 40 secondi | 20 secondi |
| 4 | Plank con tocco alla spalla | 40 secondi | 20 secondi |
Il primo blocco a intensità massima significa arrivare al quarto camminando. La curva giusta sale, non parte in cima.
Tre volte a settimana con un giorno di mezzo. Tutti i giorni è come allenare lo stesso gruppo muscolare senza pause: si accumula stanchezza e basta.
Dieci piegamenti sulle ginocchia fatti bene valgono più di tre completi con la schiena a banana. Il modo di scendere conta più della posizione delle gambe.
Lo schermo si spegne, si perde il conto, si guarda l'ora, si perdono venti secondi. Un timer a intervalli che suona da solo risolve tutto.
Con i bilancieri si aggiungono chili, qui no. Si aggiunge tempo di lavoro: si passa da quaranta secondi a quarantacinque tenendo la pausa a venti, e quando anche quello diventa gestibile si sale a cinquanta. Il rapporto peggiora a poco a poco, ed è quella la progressione.
La seconda leva è la lentezza. Un piegamento sceso in tre secondi è molto più duro di uno sceso in uno, a parità di numero. Prima di aggiungere ripetizioni conviene rallentare quelle che già fate: costa nulla e si sente subito.
Scrivetemi cosa avete in casa e vi mando l'adattamento. Rispondo entro tre o quattro giorni.
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