Vai al contenuto

Marco De Luca / Allenamento

Allenamento · casa

Venti minuti di HIIT a casa bastano davvero?

Per il fiato sì, e si vede in tre settimane. Per la forza no, e nessuno schema di venti minuti a corpo libero ve la darà. Sotto c'è la versione che uso quando la palestra è chiusa, con i salti tolti apposta.

Risposta corta: venti minuti tre volte a settimana migliorano la capacità aerobica e fanno bene all'umore di gennaio. Non sostituiscono i carichi: se l'obiettivo è la panca, questo è un complemento, non un piano.

Perché senza salti

La prima versione aveva burpee e jumping jack. Al terzo piano di un palazzo anni Sessanta, senza tappeto, alle sette del mattino, il vicino di sotto ha ragione e voi avete torto. I salti li ho sostituiti con mountain climber e affondi camminati sul posto: stessa frequenza cardiaca, zero impatto sul pavimento.

C'è anche un motivo che non riguarda i vicini. Su parquet o piastrelle, senza scarpe adatte, i salti ripetuti si scaricano su caviglie e ginocchia molto più che in palestra. Venti minuti tre volte a settimana per mesi sono tante ripetizioni.

Piedi scalzi su un tappetino da ginnastica viola appoggiato su un pavimento in legno
Il tappetino serve a due cose: attutire e delimitare. Se l'esercizio esce dal tappetino, di solito state facendo qualcosa che al piano di sotto si sente.Foto: Shixart1985 · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Come sono fatti i venti minuti

Quattro blocchi da quattro minuti, con un minuto pieno di pausa fra un blocco e l'altro. Dentro ogni blocco: quaranta secondi di lavoro e venti di respiro, ripetuti quattro volte. Il rapporto due a uno è quello che regge davvero fino alla fine senza crollare al terzo blocco.

Il primo blocco è più lento degli altri di proposito: è riscaldamento mascherato da lavoro. Chi parte a tutta al minuto zero finisce il quarto blocco camminando.

Schema dei quattro blocchi da quattro minuti con le pause minuti blocco 1 blocco 2 blocco 3 blocco 4 1′ 1′ 1′ 4′ lavoro 20′ totali
L'altezza dei blocchi è l'intensità: il primo è volutamente più basso. Le tre colonnine strette sono il minuto di pausa.

Un blocco, esercizio per esercizio

Quattro esercizi per blocco, quaranta secondi ciascuno. Si ripete il blocco quattro volte cambiando ordine.
BloccoEsercizioLavoroRecupero
1Mountain climber lenti40 secondi20 secondi
2Affondi camminati sul posto40 secondi20 secondi
3Piegamenti, anche sulle ginocchia40 secondi20 secondi
4Plank con tocco alla spalla40 secondi20 secondi

Gli errori che vedo più spesso

Partire a tutta

Il primo blocco a intensità massima significa arrivare al quarto camminando. La curva giusta sale, non parte in cima.

Fare i venti minuti sette giorni su sette

Tre volte a settimana con un giorno di mezzo. Tutti i giorni è come allenare lo stesso gruppo muscolare senza pause: si accumula stanchezza e basta.

Piegamenti a ginocchia dritte a tutti i costi

Dieci piegamenti sulle ginocchia fatti bene valgono più di tre completi con la schiena a banana. Il modo di scendere conta più della posizione delle gambe.

Usare il telefono come cronometro sbloccato

Lo schermo si spegne, si perde il conto, si guarda l'ora, si perdono venti secondi. Un timer a intervalli che suona da solo risolve tutto.

Come si progredisce senza pesi

Con i bilancieri si aggiungono chili, qui no. Si aggiunge tempo di lavoro: si passa da quaranta secondi a quarantacinque tenendo la pausa a venti, e quando anche quello diventa gestibile si sale a cinquanta. Il rapporto peggiora a poco a poco, ed è quella la progressione.

La seconda leva è la lentezza. Un piegamento sceso in tre secondi è molto più duro di uno sceso in uno, a parità di numero. Prima di aggiungere ripetizioni conviene rallentare quelle che già fate: costa nulla e si sente subito.

Vi serve una variante senza tappeto?

Scrivetemi cosa avete in casa e vi mando l'adattamento. Rispondo entro tre o quattro giorni.

[email protected]